“La redazione è soffocata da uno scisma di prospettive e idee che la sta inesorabilmente portando al tracollo. La sovrabbondanza di penosi risultati d’utenza ne è sintomatica e la sta condannando a una progressiva paralisi che senza un’ immediato rinnovamento dei vertici sfocerà in un ineluttabile blocco dello scrittore.
Non basta più – né forse bastava – l’introduzione sporadica e discreta di isolate rubriche intesa a scongiurare i disastri e i misfatti fin qui perpetrati in nome della creatività. Occorre un rilancio coraggioso, palese, spavaldo dei contenuti. Non bastano individuali commenti di denigrazione: occorre un’azione corale, coordinata, progressiva intesa a combattere l’imperante culto dell’umorismo inglese.
Occorre dunque vincere la battaglia contro le risate facili: battaglia che riguarda tutto e per la quale dobbiamo chiamare a raccolta tutti. Non si tratta di una ribellione fatta da coloro che si ritengono innocenti verso i presunti colpevoli: abbiamo tutti ceduto al perverso fascino di una battuta facile. Sarebbe ozioso e controproducente discutere chi abbia la risata facile e chi meno, occorre che ognuno, contro se stesso, si addossi la propria colpa, urge battersi.”
Con tal propositi, prendo coattamente il controllo della redazione occupandola a oltranza fino al totale annientamento di ogni forma di umorismo commerciale e all’instaurazione di un’adeguata struttura redazionale che stimoli e incoraggi la creatività.
Presidio Umoristico Permanente
Col. Rodolfo Vaneggio, X Brigata Cabarettisti D’Assalto
I Pitiellesi non sono rinomati per la loro fedeltà agli ideali. Questo lo sa bene il misterioso capo dei rivoluzionari. E per questo i ribelli hanno iniziato a far circolare delle voci a Corte. Delle strane proposte, tentativi di corruzione a cui i cortigiani sembrano ben disposti. Pronti a voltare le spalle al loro amato e venerato Re i nobili dell’isola si ritrovano tutti in un locale abbandonato alla perifeira di Pitiello. Questi ricchi signori, evidentemente avidi, sono pronti a far cadere il sovrano per pochi spiccioli promessi da oscuri ribelli. Il capo dei rivoluzionari conosce però anche due altre caratteristiche di questo popolo : la sovra citata avidità e l’incredibile stupidità.
Una volta raggruppati in quel buio stanzone, i ribelli escono allo scoperto e sgozzano alle spalle uno per uno tutti gli aristocratici.
Ora è la volta del Re.
Cari lettori per l’appuntamento di oggi, parleremo di un argomento che sta a cuore a milioni di studenti: fare causa a Don Abbondio perchè se avesse fatto il suo dovere di prete, cioè sposare Renzo e Lucia subito senza tutte quelle peripezie, Manzoni non avrebbe avuto il bisogno fisiologico di scrivere i Promessi Sposi evitando quindi agli studenti ore e ore di studio.
Citeremo il suddetto prete per danni fisici e morali: fisici perchè il trasportare i Promessi Sposi nello zaino ha causato scoliosi e lordosi in diversi studenti (allegheremo quindi una perizia medica); morali perchè per studiare quel mega libro ci siamo ridotti in uno stato vampiresco e le nostre relazioni interpersonali sono ridotte a Facebook e Msn.
Quindi il primo passo è trovare un medico compiacente che ci diagnosticherà la scoliosi. Poi il problema sarà rintracciare il prete. Probabilmente, visto che la storia descritta dal Manzoni è ambientata intorno al 1630, il nostro convenuto per ragioni anagrafiche non potrà essere rintracciato. Che fare allora? Faremo causa ai suoi eredi!
Rintracciare i suoi eredi non sarà semplice, perchè essendo prete, non avrà generato prole e quindi non avrà avuto discendenza diretta. Che fare allora? Semplice! Ci chiuderemo in diverse biblioteche nei dintorni di Milano e presso l’archivio del Comune di Milano per ricercare attraverso documenti dell’epoca un parente di Don Abbondio, di cui poi con altri documenti cercheremo di ricreare l’albero genealogico.
Passati 6-7 anni in biblioteca il nostro lavoro sarà completo e potremo, allora trionfanti, fare causa ai discendenti di Don Abbondio! Che aspettate! Riprendetevi ciò che è vostro! La vostra schiena ve ne sarà grata!
L’ufficio tecnico del ministero della pubblica distruzione sposterà la propria sede fuori dall’Italia. Tale decisione è stata raggiunta a causa dell’impossibilità di lavorare serenamente in questo paese. Tra i maggiori fattori scatenanti sono da citarsi sicuramente Gigi d’Alessio, il programma Uomini e Donne (che ogni anno uccide milioni di cervelli), Presidenti del consiglio imprenditori, Leader leghisti con figli deficienti, i ritardi degli autobus e l’Immobildream di Roberto Carlino.
I servizi potranno avere una momentanea interruzione in questo periodo (quindi studenti fate quello che vi pare), ma riprenderanno al più presto.
Ma come si fa dico io? Il nostro amato PresDelCons va in Israele e non fa niente! Cioè in uno dei posti nel pianeta in cui è più facile urtare la suscettibilità di qualcuno non dice niente di troppo sbagliato? Non fa una battuta nazista, non fa le corna, non mima di sparare ai giornalisti niente di niente. Si in effetti qualcosa ci sarebbe. InPalestina ha detto che l’operazione Piombo Fuso, condannata dall’Onu per via di alcuni crimini di guerra, era giusta. Ha fatto incazzare* A(scatarro)medinejad, uno che tiene calda calda sotto al cuscino una bomba atomica. Insomma non ha fatto vergognare l’Italia intera un’altra volta. I francesi, tedeschi, inglesi, spagnoli e americani non hanno un altro pretesto per prenderci per il culo.
Arnoldo Vigni
* per quanto riguarda l’Iran però ha ragione, anzi ha dimostrato una fermezza nel condannarlo che non avrei detto. Pensavo avrebbe avuto paura!
La vecchia amicizia del misterioso pasticcere, anche se ormai potremo tranquillamente chiamarlo rivoluzionario, con un chimico iracheno si rivelò in questo caso molto utile. I due si erano recentemente incontrati, per ricordare i bei tempi andati e per scambiarsi qualche particolare sostanza. Il capo rivoluzionario è ora pronto per la prima mossa della guerra civile di Pitiello. Con un manipolo di uomini nottetempo fa irruzione nella caserma dell’esercito reale. Barbagli e i suoi soldati, inebetiti dal potere e da una notevole quantità di vino, sonnecchiano noncuranti del pericolo. I rivoluzionari entrano equipaggiati di maschere antigas, pronti a far scoppiare diverse bombe chimiche. Lasciano su un tavolo una dichiarazione di guerra, una richiesta di resa al Re, un ultimo avvertimento prima di una carneficina reale. Escono indisturbati, lasciando gli stolti militari a contorcersi agonizzanti sul pavimento. Il Re è il prossimo.
Cari lettori, visto che ormai la decisione è stata presa, cioè candidarmi in futuro al municipio, insieme a voi cercherò di stilare il miglior programma elettorale possibile. Personalmente prendo spunto da un politico che ha fatto la storia della nostra Repubblica: Cetto la Qualunque.
Per l’appuntamento di oggi parleremo di turismo per rilanciare l’economia del nostro municipio.
Come rilanciare quindi il turismo? Il successo di luoghi come Ibiza, Miami, Rio de Janeiro o per restare in Italia Rimini e Riccione o la Sardegna, è dovuto principalmente ad un solo motivo: ‘U PILU!
Quindi per creare maggiore attrattiva turistica nel nostro municipio c’è bisogno di una massiccia importazione di pilu da Roma e dintorni e magari anche dal resto d’Italia.
Sono sicuro che l’iniziativa avrà un successo tale che sarà copiata dai municipi limitrofi, poi dall’intera città ed infine dall’Italia intera. Ci sarà pilu per tutti! Il nostro prodotto interno lordo schizzerà a valori mai raggiunti nella storia italiana, sarà ripianato il debito pubblico e il nostro paese tornerà a risplendere!
I soldi derivanti dal turismo saranno l’ideale per gli investimenti nella scuola, nell’edilizia popolare, nella beneficenza. Saranno creati posti di lavoro e il livello generale di benessere crescerà sempre di più.
Quindi votatemi e vi prometto CHIU’ PILU PER TUTTI! Grazie maestro Cetto, sarai sempre nel mio cuore!
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